Descrizione
Evidenziando che tale disattenzione favorisce la diffusione del fitoplasma anche in vigneti circostanti, mettendo a rischio l'economia di intere zone vitate, l’ente rivolge un appello ad attuare costantemente l’attività di autocontrollo che, si ricorda, è obbligatoria (la prevede la determinazione n. 5573 del 27 maggio 2026). Essa consiste in sostanza in tre azioni: tenere controllate le piante e riconoscere i sintomi; estirpare subito le piante infette; ed eseguire i trattamenti contro l’insetto vettore.
La flavescenza dorata è una malattia da quarantena (soggetta a lotta obbligatoria) causata da microorganismi parassiti denominati fitoplasmi, che nella vite si localizzano nel sistema di trasporto della linfa elaborata provocando squilibri ed alterazioni. Gli effetti possono essere gravi, dal calo della qualità e quantità della produzione in uva fino al deperimento della pianta. I sintomi sono uguali a quelli causati da un altro tipo di fitoplasma che attacca la vite, denominato “legno nero”; la maggior pericolosità della flavescenza è dovuta alla sua capacità di diffondersi in maniera epidemica nei vigneti: il suo principale insetto vettore, una cicalina denominata scafoideo (Scaphoideus titanus), vive sulle viti e può trasmettere la malattia mentre punge le foglie per nutrirsi. In presenza dell’insetto nel vigneto, una pianta malata di flavescenza è una possibile fonte di infezione per le altre piante.
Maggiori informazioni sulla flavescenza, sul suo riconoscimento in pianta, sul riconoscimento del vettore, sui metodi di contenimento, sulla normativa e sulle misure fitosanitarie obbligatorie sono disponibili sul sito della Provincia autonoma di Trento e su quello della fondazione Edmund Mach:
● https://www.provincia.tn.it/News/Approfondimenti/Flavescenza-dorata-della-vite