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Avio attraverso i secoli

di Martedì, 12 Aprile 2016 - Ultima modifica: Sabato, 30 Aprile 2016

 Avio: un paese per secoli terra di confine

Immagine decorativa

Le prime testimonianze di antropizzazione del territorio risalgono all' epoca romana. Nel tardo medioevo, pur sotto la guida spirituale del vescovo di Verona, la popolazione di Avio è governata dal conte di Trento cui, nel XIII secolo, succede la potente famiglia Castelbarco: al loro mecenatismo si devono i tre cicli di affreschi che decorano le pareti del castello. In seguito, con il testamento di Azzone Francesco Castelbarco, nel 1411, Avio passa alla Repubblica di Venezia e, insieme ai territori di Ala, Brentonico e Mori, costituisce l’entità giurisdizionale dei Quattro Vicariati cui compete anche l’elezione di un Vicario per l’amministrazione della giustizia. Nel 1509 Venezia abbandona la Vallagarina e Avio passa sotto il dominio dell’imperatore Massimiliano d’Asburgo per poi tornare, nel 1532, giurisdizione dei principi vescovi che la affidano ai Madruzzo. Nel 1580, dopo l’approvazione di un nuovo Statuto della Comunità, il Vicario perde progressivamente il suo potere; nel 1655 i Vicariati tornano ai Castelbarco. Alla fine del Settecento Avio viene accorpata alla diocesi di Trento. Nel 1805, dopo un periodo di instabilità politica, successiva alla fine del principato vescovile, Avio è aggregata al Regno di Baviera. Unita nel 1810 al Regno italico di Napoleone, nel 1820, dopo l’abolizione dei Quattro Vicariati, torna all’Austria. Nel 1915, in anticipo al resto del Trentino, Avio è annessa all’Italia.